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La Cannabis Light - Cos'è

La cannabis light, o leggera, rappresenta una variante della nota pianta di canapa che grazie alla sua particolare composizione non viene annoverata tra le sostanze stupefacenti. Si tratta infatti di un prodotto con un ridottissimo contenuto di delta-9-tetraidrocannabinolo (comunemente chiamato THC), principio attivo che in elevate quantità genera effetti psicotropi.

La cannabis light viene, inoltre, ricavata da infiorescenze femminili di Canapa Light Sativa, specificatamente selezionate in quanto ricche di cannabidiolo o CBD. Per le sue proprietà il CBD viene spesso utilizzato nella medicina in quanto ha effetti rilassanti, anticonvulsivanti e antinfiammatori. Favorisce inoltre il sonno e aiuta a combattere gli stati di ansia e panico.

In Italia vengono infine considerati “a base di cannabis light” tutti quei prodotti destinati alla vendita contenenti un livello di THC pari, ai sensi della L. 242/2016, ad un una percentuale massima dello 0,2%;  è tuttavia tollerato dalla normativa vigente il superamento della predetta soglia, nel limite della concentrazione massima di principio attivo dello 0,5%.”

La filiera in Italia

Negli ultimi anni il mercato della cannabis light nel nostro Paese ha registrato una crescita senza pari.

Con l’introduzione della Legge 242/2016, riguardante disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera industriale della canapa in Italia, il numero di terreni convertiti alla piantagione della canapa in tutta la penisola è infatti aumentato.

Tuttavia, non si tratta di un fenomeno nuovo. Infatti, prima che la coltivazione della canapa fosse interrotta, agli inizi del 1900 l’Italia figurava tra i maggiori produttori al mondo. Basti pensare che negli anni ‘40 vi erano più di 80.000 ettari destinati alla piantagione di canapa in tutto il Paese destinati alla produzione tessile e navale (da cui venivano ricavate reti e funi). Il settore entrò poi in crisi con l’arrivo delle fibre sintetiche e fu quindi abbandonato.

Ora il mercato italiano sembra essersi aperto nuovamente alla canapa e alla conseguente coltivazione di cannabis light, la tipologia prodotta attraverso le infiorescenze di Canapa Sativa e considerata legale per basso contenuto di THC.

Questo settore si è rivelato molto redditizio. Si stima infatti che in un solo anno un produttore riesca a raccogliere circa 500-600 kg di prodotto per ogni ettaro coltivato, rivendendo l’intero raccolto ad un prezzo compreso tra i 100 e i 1000 euro al chilo.

Rispetto al passato, dove la canapa veniva utilizzata quasi esclusivamente per la creazione di tessili, oggi questa pianta trova il suo impiego in moltissimi settori, fattore che ha contribuito alla sua ascesa.

La cannabis light viene impiegata in ambito medico, cosmetico, alimentare, tessile, oltre che nella produzione di carta e bioplastica e nella bioedilizia.

Secondo i dati raccolti dall’Università Sorbona di Parigi, il giro d’affari di questo settore in Europa si aggira intorno ai 44 milioni annui e si stima che contribuirà nel breve termine alla creazione di 960 posti di lavoro fissi.

Nel 2017 è stata, inoltre, fondata l “Italian Cannabis Business School”, un istituto di alta formazione dedicata al mercato e alla coltivazione della cannabis.

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